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"...e fieramente mi si stringe il core,/ a pensar come tutto al mondo passa,/ e quasi orma non lascia." G. Leopardi

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...E poi? Cosa resterà di un'emozione? Cosa ne sarà di un sogno dimenticato? Niente... O forse qualche segno strano tra le pagine della mia vita... E così decisi di aprire un blog!

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martedì, 07 febbraio 2006

"Là di fronte, in  quello stesso istante stavano bruciando i nostri compagni di viaggio del treno, tutti quelli che avevano voluto andare in automobile e tutti quelli che davanti al medico, per motivi di età o altro, si erano dimostrati inabili, esattamente come i bambini e insieme a loro le madri e quelle che lo sarebbero diventate in futuro, quelle dove già lo si vedeva, come fu esplicitamente dichiarato. Anche loro erano stati trasferiti dalla stazione ai bagni. Anche loro erano stati informati su appendiabiti, numeri, su quanto si sarebbe svolto nei bagni, esattamente come era successo a noi. E ci sarebbero stati anche i parrucchieri - così affermò qualcuno - e sarebbe stato dato loro anche il sapone. E poi pare che siano stati condotti nel locale delle docce dove, mi giunse voce, c'erano gli stessi tubi: solo che invece dell'acqua veniva fatto uscire del gas."

I. Kertész

postato da: nonlinear alle ore febbraio 07, 2006 18:44 | link | commenti (5)
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni, memorie, shoah
venerdì, 27 gennaio 2006

La memoria è un occhio sempre aperto.

Un mondo senza memoria sarebbe un mondo cieco, chiuso nell'ansia del presente. Per questo motivo i totalitarismi censurano, proibiscono, gettano alle fiamme. Così uccidono lo sguardo del pensiero, il ricordo, l'espressione delle differenze: la terra dove nascono l'arte, i sogni, le illusioni, la libertà.
Ritornare su ieri significa, però, anche amare l'oggi perché la memoria è riflesso, ombra, proiezione. E l'uomo di oggi è fratello di quello di ieri.
La storia degli uomini è fatta di compagni straordinari e tenaci. Frequentarli nel ricordo è come scrivere un romanzo: quello dei personaggi e dei luoghi che il secolo, voltando pagina, ha portato via con sé per ritrovare la propria anima all'ombra della propria memoria. Non ci si separa dalla Storia, ci si convive, cercando di notte, nei sogni, l'isola che non c'è.
Il Giorno della Memoria è ricordare piccoli, anonimi, smarriti protagonisti, i loro cieli in tempesta, le vite perdute, i sentimenti bruciati, i fiori appassiti, le speranze cadute, i sorrisi dimenticati, le lacrime che caddero e quelle mai piante.
Le luci si spensero e Hitler fece dell'Europa un cimitero sotto la luna: quella malattia dello spirito che Camus chiamò il «regno delle bestie». Il paganesimo nazista e il suo Führer, immaginifico inventore dell'estetica della morte, uccisero la pietà, gli uomini e la ragione. Oggi altre sfide sono portate alla Storia, nel nome di religioni morte, utopie malate, controrivoluzioni medioevali.
Un frammento del Giorno della Memoria cada sui dinosauri secondo cui l'Olocausto è una leggenda. Un altro protegga Israele, figlio di una straordinaria avventura umana. E il nostro tributo sia anche un atto d'amore.

Marco Innocenti
(da Il Sole 24 Ore del 27/01/2006)

postato da: nonlinear alle ore gennaio 27, 2006 21:31 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, shoah

Se questo è un uomo.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

P. Levi

postato da: nonlinear alle ore gennaio 27, 2006 20:42 | link | commenti
categorie: pensieri, shoah
martedì, 24 gennaio 2006

27 gennaio 1945.

Vieni qui. Stasera resta qui vicino a me; voglio raccontarti una storia. Sai, c'era una volta un bimbo con gli occhi grandi proprio come i tuoi, perso tra i suoi mille perché, curioso di conoscere il mondo e con la stessa tua voglia di diventare grande. C'era una volta un treno, un treno lungo lungo... proprio come piace a te. In quel treno però non ci voleva stare proprio nessuno... Quel treno era un biglietto di sola andata... Sai, c'era una volta un fumo nero che copriva intere città, c'era cenere che pioveva dal cielo... C'era un tempo in cui guardare le stelle non era permesso a tutti... C'era un tempo in cui la possibilità di sognare era legata alla canna di un fucile... C'era una volta e vorrei che non ci fosse mai più! E' per questo che stasera vorrei che tu restassi qui, accanto a me, a guardare questo fuoco che lentamente brucia la cera che, lenta, si consuma... E mi piace pensare che la luce arrivi fin lassù, mi piace immaginare che quel bimbo riesca a guardarla questa piccola luce e, chissà, magari spero che questa piccola fiammella gli regali un sogno, quel sogno tanto desiderato chiamato pace...

postato da: nonlinear alle ore gennaio 24, 2006 17:42 | link | commenti (9)
categorie: pensieri, shoah