"Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto".
I. Calvino
...e ritrovarsi in un pomeriggio d'estate per scoprire un paese tanto lontano geograficamente quanto vicino negli occhi e nei ricordi di
LA COREA IERI E OGGI
Conferenza e proiezioni di immagini
sulla Corea antica e contemporanea.
A cura di
Giovedì 20 luglio 2006 - h. 18.00.
Società Umanitaria.
Via Daverio 7, Milano.
www.calmomattino.it
www.umanitaria.it
Non respingere i sogni perché sono sogni
Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.
P. Salinas
Immagini da un pomeriggio di follia.
Capita... Capita a volte di vagare per la città in un pomeriggio e di incontrare la guerra... No, non parlo di Kabul o di Baghdad... Sto parlando di Milano... Capita di incontrare gente che senza motivo decide di protestare devastando, distruggendo, intimorendo chi non sta facendo nient'altro a parte vivere la sua normale vita... Capita di fermarsi e chiedersi perché... Perché si combatte? Perché ci si scontra? Perché... Domande senza risposta... Violenza e basta... Anche perché nessun motivo potrebbe giustificare tali atteggiamenti...
Resta un senso di tristezza, resta l'amaro in bocca, resta un senso di vuoto... dentro... E una sola domanda, un solo semplice interrogativo... Perché?



Quantità.
E' tutta una questione di quantità! Ogni mattina apri i giornali e cosa ci trovi? Numeri, numeri, numeri e poi, nel caso non ti fossero bastati, ancora altri numeri! E' la quantità che conta in questo mondo! Cosa importa se un programma televisivo ti lascia qualcosa, ti fa riflettere un po' su te stesso, sulla tua condizione, sulla tua vita, sul mondo, in fondo, ciò che conta è Mr Auditel che ne determina il successo! E poco importa che i programmi più visti siano anche i più squallidi! Chissenefrega! L'importante è che costino poco! Quantità, quantità, quantità!
"I posti di lavoro sono aumentati!" ha detto qualcuno. "Abbiamo creato un milione di posti di lavoro!". Bene, bene! Ma quanti posti di lavoro garantiscono all'uomo della strada di sopravvivere? Quanti posti di lavoro sono fuori dal meccanismo perverso del precariato, del co.co.pro., dello stage retribuito e non retribuito? Quantità, sempre quantità!
Quantità conta anche per la classe politica intera, a prescindere da destra, sinistra, centro, in alto, in basso, su o giù; l'età media di chi conta si aggira intorno ai sessanta anni (credo sia una stima per difetto!). I due candidati premier hanno in media settanta anni e vengono a raccontarci che bisogna aiutare i giovani, bisogna aiutarli ad inserirsi nel mondo del lavoro, bisogna aiutarli a crearsi una famiglia... E intanto incentivano gli impiegati a restare al lavoro oltre l'età pensionabile con il superbonus, candidano sempre le stesse persone ultrasessantenni mentre in altri paesi dell'Europa, a cui ci fregiamo di appartenere, vi sono leader con la metà degli anni dei nostri... E si continua a vivere di quantità, perché ciò che conta è produrre... Poco importa che poi il prodotto sia qualitativamente scadente... L'importante è gettare fumo negli occhi... Confondere...
E anche oggi mi lascio trascinare da questo mare di quantità... Devo produrre... L'importante è che sia tanto... Quantità... Quantità...
A volte mi perdo in questo mondo fatto di parole, mi perdo tra le mille strade che sotto i miei occhi si incrociano… E capita, a volte, di trovare qualche strada un po’ più grande delle altre, qualche viale su cui vorresti veder camminare un po’ tutti quelli che conosci perché, forse, ritieni che quella strada possa portare tutti in un luogo migliore… Da qualche tempo tra i miei link vi è il blog Meet Vernon. E’ il blog di una persona che passa le sue giornate nel braccio della morte negli Stati Uniti, un condannato a morte. Non è mia intenzione entrare nel merito delle sue colpe più o meno vere e, soprattutto, più o meno accertabili; l’unica cosa che vorrei è che un po’ tutti andassimo a dare un’occhiata a quel blog, magari contribuissimo con una lettera, un pensiero, un’opinione… Perché? Beh, semplicemente perché non è tollerabile che lo Stato che esporta democrazia nel mondo condanni delle persone a morte, perché non è tollerabile che nessun governo determini il destino di un uomo, perché una vita non può toglierne un’altra e, tanto più, autorizzata dalla legge. Vorrei che tutti andassimo a dare un’occhiata a quel blog perché, forse, può aiutare un po' tutti noi ad essere migliori… forse…