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"...e fieramente mi si stringe il core,/ a pensar come tutto al mondo passa,/ e quasi orma non lascia." G. Leopardi

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...E poi? Cosa resterà di un'emozione? Cosa ne sarà di un sogno dimenticato? Niente... O forse qualche segno strano tra le pagine della mia vita... E così decisi di aprire un blog!

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sabato, 27 settembre 2008

Le illusioni di un tempo non mi avrebbero più aiutato, non avrebbero più creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai, e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma, se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte le mie forze quest'opera. Forse.

H. Murakami
postato da: nonlinear alle ore settembre 27, 2008 19:23 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, metafore
domenica, 31 agosto 2008

...e capita che una canzone ti restituisca per un attimo quella serenità che è tanto che cerchi e non riesci più a trovare, capita che gli occhi che hai guardato per un pomeriggio ti diano la forza e la voglia di riprovare a cercare una strada che, chissà perché, hai smesso di cercare...
...ed è bello accorgersi che non si è mai soli...

Per questo e per molto altro, anche se forse non lo saprai mai, grazie...
postato da: nonlinear alle ore agosto 31, 2008 18:13 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, immagini, riflessioni, ricordi, segni
sabato, 19 luglio 2008

Abbiamo visto un uomo e una donna, giovani - lui bello, con un completo di cotone chiaro, anche lei carina con un vestito estivo vecchio stile -, camminavano un po' staccati, lui guardava dritto davanti a sé, lei aveva le braccia sul petto come se si abbracciasse, gli occhi a terra fissi sulle dita dei piedi che spuntavano dai sandali. Tutti e due tenevano a freno lo stesso sorriso esultante e ero sicuro che il loro era un amore appena nato. Magari si erano innamorati cenando nel giardino di un ristorante o a un tavolino sul marciapiede, magari non si erano dati ancora il primo bacio e camminavano un po' staccati perché pensavano di avere tutta la vita davanti per camminare vicino, per toccarsi, e volevano gustare quel momento prima di toccarsi il più a lungo possibile e sono passati senza accorgersi di me e Mirò. Ma qualcosa di loro mi ha intristito. La scena era troppo bella: la notte d'estate, i sandali, i visi rapiti da quella gioia repressa. Mi pareva di essere stato testimone del loro momento più felice, del culmine che senza saperlo si stavano già lasciando alle spalle.

P. Cameron
postato da: nonlinear alle ore luglio 19, 2008 21:35 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, pensieri della sera
domenica, 20 aprile 2008

... Da quando era tornata dal viaggio di nozze, Fermina Daza sceglieva gli indumenti del marito secondo il tempo e la circostanza e li sistemava in ordine su una seggiola fin dalla sera prima, in modo che li trovasse pronti una volta uscito dal bagno. Non ricordava da quando aveva cominciato anche ad aiutarlo a vestirsi, e infine a vestirlo, e sapeva che all'inizio l'aveva fatto per amore, ma da circa cinque anni doveva aiutarlo comunque perché lui non riusciva più a vestirsi da solo. Avevano appena festeggiato le nozza d'oro e non sapevano passare neppure un istante l'una senza l'altro, o senza pensare l'una all'altro, è più rincrudiva la vecchiaia meno lo sapevano. Nè lui né lei potevano dire se questa servitù reciproca si fondasse sull'amore o sulla comodità, ma non se l'erano mai domandato con la mano sul cuore, perché entrambi preferivano da sempre ignorare la risposta. Lei aveva scoperto a poco a poco l'incertezza dei passi del marito, i turbamenti d'umore, le crepe della memoria, l'abitudine recente di singhiozzare nel sonno, ma non li aveva considerati segni inequivocabili della ruggine finale, bensì di un ritorno felice all'infanzia. Per questo non lo trattava come un vecchio difficile ma come un bambino senile, e quell'inganno era stato provvidenziale per entrambi avendoli messi in salvo dalla compassione. ...

Gabriel Garcia Marquez
postato da: nonlinear alle ore aprile 20, 2008 16:44 | link | commenti (3)
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni, impressioni, metafore
domenica, 23 marzo 2008

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo .

Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani".

Robert Kennedy
postato da: nonlinear alle ore marzo 23, 2008 17:15 | link | commenti
categorie: pensieri, pensieri sparsi, riflessioni
mercoledì, 19 luglio 2006

"Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto".
I. Calvino

...e ritrovarsi in un pomeriggio d'estate per scoprire un paese tanto lontano geograficamente quanto vicino negli occhi e nei ricordi di Giancarlo Pappagallo. Rincorrere attraverso le immagini uno sguardo, rubare attraverso gli scatti attimi di vita, assaporare sensazioni che dal paese del "Calmo Mattino" si fermano a Milano per un giorno per regalarci emozioni.

 LA COREA IERI E OGGI

Conferenza e proiezioni di immagini
sulla Corea antica e contemporanea.
A cura di
Giancarlo Pappagallo
.

Giovedì 20 luglio 2006 - h. 18.00.
Società Umanitaria.
Via Daverio 7, Milano.

www.calmomattino.it

www.umanitaria.it

postato da: nonlinear alle ore luglio 19, 2006 17:51 | link | commenti (1)
categorie: immagini, riflessioni, eventi, storie, testimonianze, impressioni, fotografia, appuntamenti, segni, metafore
lunedì, 17 aprile 2006

Non respingere i sogni perché sono sogni

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

P. Salinas

postato da: nonlinear alle ore aprile 17, 2006 15:34 | link | commenti (8)
categorie: pensieri, poesia, riflessioni
sabato, 11 marzo 2006

Immagini da un pomeriggio di follia.

Capita... Capita a volte di vagare per la città in un pomeriggio e di incontrare la guerra... No, non parlo di Kabul o di Baghdad... Sto parlando di Milano... Capita di incontrare gente che senza motivo decide di protestare devastando, distruggendo, intimorendo chi non sta facendo nient'altro a parte vivere la sua normale vita... Capita di fermarsi e chiedersi perché... Perché si combatte? Perché ci si scontra? Perché... Domande senza risposta... Violenza e basta... Anche perché nessun motivo potrebbe giustificare tali atteggiamenti...
Resta un senso di tristezza, resta l'amaro in bocca, resta un senso di vuoto... dentro... E una sola domanda, un solo semplice interrogativo... Perché?

postato da: nonlinear alle ore marzo 11, 2006 19:14 | link | commenti (11)
categorie: immagini, riflessioni, milano, attualitĂ 
mercoledì, 08 marzo 2006

Quantità.

E' tutta una questione di quantità! Ogni mattina apri i giornali e cosa ci trovi? Numeri, numeri, numeri e poi, nel caso non ti fossero bastati, ancora altri numeri! E' la quantità che conta in questo mondo! Cosa importa se un programma televisivo ti lascia qualcosa, ti fa riflettere un po' su te stesso, sulla tua condizione, sulla tua vita, sul mondo, in fondo, ciò che conta è Mr Auditel che ne determina il successo! E poco importa che i programmi più visti siano anche i più squallidi! Chissenefrega! L'importante è che costino poco! Quantità, quantità, quantità!
"I posti di lavoro sono aumentati!" ha detto qualcuno. "Abbiamo creato un milione di posti di lavoro!". Bene, bene! Ma quanti posti di lavoro garantiscono all'uomo della strada di sopravvivere? Quanti posti di lavoro sono fuori dal meccanismo perverso del precariato, del co.co.pro., dello stage retribuito e non retribuito? Quantità, sempre quantità!
Quantità conta anche per la classe politica intera, a prescindere da destra, sinistra, centro, in alto, in basso, su o giù; l'età media di chi conta si aggira intorno ai sessanta anni (credo sia una stima per difetto!). I due candidati premier hanno in media settanta anni e vengono a raccontarci che bisogna aiutare i giovani, bisogna aiutarli ad inserirsi nel mondo del lavoro, bisogna aiutarli a crearsi una famiglia... E intanto incentivano gli impiegati a restare al lavoro oltre l'età pensionabile con il superbonus, candidano sempre le stesse persone ultrasessantenni mentre in altri paesi dell'Europa, a cui ci fregiamo di appartenere, vi sono leader con la metà degli anni dei nostri... E si continua a vivere di quantità, perché ciò che conta è produrre... Poco importa che poi il prodotto sia qualitativamente scadente... L'importante è gettare fumo negli occhi... Confondere...
E anche oggi mi lascio trascinare da questo mare di quantità... Devo produrre... L'importante è che sia tanto... Quantità... Quantità...

postato da: nonlinear alle ore marzo 08, 2006 08:39 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, attualitĂ 
venerdì, 10 febbraio 2006

A volte mi perdo in questo mondo fatto di parole, mi perdo tra le mille strade che sotto i miei occhi si incrociano… E capita, a volte, di trovare qualche strada un po’ più grande delle altre, qualche viale su cui vorresti veder camminare un po’ tutti quelli che conosci perché, forse, ritieni che quella strada possa portare tutti in un luogo migliore… Da qualche tempo tra i miei link vi è il blog Meet Vernon. E’ il blog di una persona che passa le sue giornate nel braccio della morte negli Stati Uniti, un condannato a morte. Non è mia intenzione entrare nel merito delle sue colpe più o meno vere e, soprattutto, più o meno accertabili; l’unica cosa che vorrei è che un po’ tutti andassimo a dare un’occhiata a quel blog, magari contribuissimo con una lettera, un pensiero, un’opinione… Perché? Beh, semplicemente perché non è tollerabile che lo Stato che esporta democrazia nel mondo condanni delle persone a morte, perché non è tollerabile che nessun governo determini il destino di un uomo, perché una vita non può toglierne un’altra e, tanto più, autorizzata dalla legge. Vorrei che tutti andassimo a dare un’occhiata a quel blog perché, forse, può aiutare un po' tutti noi ad essere migliori… forse…

postato da: nonlinear alle ore febbraio 10, 2006 17:14 | link | commenti (13)
categorie: pensieri, riflessioni, pena di morte