Una finestra sulla piazza.
...ovvero, dialogo tra un gentleman e un operaio.
Gentleman: “Voglio aprire una nuova finestra. Sì voglio proprio aprire una nuova finestra. Sono ormai stanco di quel muro grigio che mi mette tristezza. Lo so, lo so che in questa stanza di finestre ne ho già tre ma io non voglio aprire una nuova finestra per la luce, io voglio aprire una nuova finestra per la piazza. Le altre finestre si affacciano su delle strade mentre la nuova si affaccerebbe sulla piazza. Ha mai pensato come sia bello affacciarsi e vedere una piazza? Ha mai pensato a che grossa differenza c’è tra guardare una strada e una piazza? Ha mai pensato a come è diversa la piazza? Nella piazza la gente si ferma, discute, si arrabbia. La gente viene dalle strade e si ferma nella piazza. Nelle strade la gente fluisce, le macchine corrono velocemente, mentre nella piazza tutto è diverso, tutto è più lento. E poi, sono stufo di vedere strade di cui non riesco a vedere né l’inizio né la fine. Ma insomma, lei ha mai pensato a quando comincia una strada e a quando finisce? Ha mai riflettuto su questo? Ha mai provato a percorrere con lo sguardo la lunghezza di una strada? E’ mai riuscito a vederne la fine? Io non ci sono mai riuscito ed è per questo che voglio una nuova finestra, una finestra sulla piazza. Sì perché, sa, sulla piazza è tutto diverso, per quanto lei possa guardare una piazza grande, per quanto questa sia sconfinata, comunque potrà racchiuderla con il suo sguardo. Potrà giocare ad inscriverci tante forme geometriche, ma queste saranno tutte chiuse. Pensi alla piazza, potrà inscriverci cerchi di raggio via via crescente, poi potrà giocare con le ellissi cambiando gli assi e l’eccentricità, potrà poi divertirsi con i poligoni regolari e così via. Stia pur certo che tutti questi saranno chiusi. Lei potrà in ogni momento vederne l’inizio e la fine, valutarne l’area, provare ad inscriverci i passanti. E’ un po’ come sentirsi dio, poter vedere l’inizio e la fine di ciò che si ha davanti. Le strade…..le strade sono molto diverse, le strade sono senza inizio e senza fine ed è per questo che non mi piacciono. Non mi piacciono perché la gente ci passa solo e non si ferma mai. No guardi, non mi dica di no perché ci tengo proprio ad avere questa finestra sulla piazza. Non mi serve molto spazio, mi basta anche un piccolo buco in cui poter infilare gli occhi per proiettarmi nel fantastico mondo della piazza, mi basterebbe anche togliere un solo mattone in questa parete, io non sono mica un uomo con grandi pretese. Scusi, ma cosa vuol dire da più di mezz’ora? Non è d’accordo con me?”
Operaio: “Guardi che la piazza di cui parla ormai non esiste più da tre anni. Al suo posto hanno costruito un bellissimo grattacielo. Tra l’altro, erano almeno dieci anni che quella piazza era deserta. Non la frequentava più nessuno perché, sa com’è, i ragazzi oggi preferiscono i locali. Meglio una serata in discoteca di una serata passata a discutere in piazza. I bambini dal canto loro non potevano certo giocare in piazza con tutto il traffico delle automobili intorno. Gli adulti poi non hanno più tempo per parlare e quindi, che senso aveva continuare a sprecare spazio per una piazza. Ora ci hanno costruito un grattacielo di solido cemento armato. Non lo ha visto? Guardi che è proprio bello! Ci sono più di quaranta piani e c’è anche la piscina. Ci hanno messo dentro tantissimi uffici. Tutte le aziende più importanti della città hanno un ufficio lì! Se è interessato può anche provare a chiedere se affittano degli appartamenti. A proposito, lei mi aveva chiamato per aprire una finestra. Dove è che la vuole questa finestra?”