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"...e fieramente mi si stringe il core,/ a pensar come tutto al mondo passa,/ e quasi orma non lascia." G. Leopardi

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...E poi? Cosa resterà di un'emozione? Cosa ne sarà di un sogno dimenticato? Niente... O forse qualche segno strano tra le pagine della mia vita... E così decisi di aprire un blog!

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domenica, 18 gennaio 2009

Fast zu ernst.

Sono convinto che i segreti più intimi si nascondano nella semplicità... La pioggia cade lentamente, colorando del suo grigio il cielo di questo pomeriggio... Il tempo si consuma a pacchetti di due minuti... Attimi di infinito... E sembra di poter accarezzare il cielo, vedere la pioggia che cade, afferrare per un attimo il senso di questo moto che, quasi per un istante sembra arrestarsi... come questo cuore che, nonostante tutto, batte ancora, anche se non sa il perché, batte e basta... non ci sono domande... non ci sono risposte... c'è solo questo momento che può essere per sempre... fast zu ernst...

postato da: nonlinear alle ore gennaio 18, 2009 15:42 | link | commenti
categorie: musica, impressioni, metafore
sabato, 27 settembre 2008

Le illusioni di un tempo non mi avrebbero più aiutato, non avrebbero più creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai, e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma, se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte le mie forze quest'opera. Forse.

H. Murakami
postato da: nonlinear alle ore settembre 27, 2008 19:23 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, metafore
domenica, 18 maggio 2008

"Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli più belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato".

Gabriel Garcia Marquez
postato da: nonlinear alle ore maggio 18, 2008 19:01 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, pensieri, metafore
venerdì, 25 aprile 2008

The Koln Concert - Part IIc.

Il pianoforte accompagna le ultime luci di questo cielo che ancora oggi ha assistito al  movimento dei tanti esseri che popolano questo angolo dell'universo... e penso che sia infinitamente bello sentire tutta questa bellezza che si diffonde, penso che, forse, per un attimo si può riuscire a spegnere il cervello, a cacciar via i pensieri e godersi le immagini stupende che ci corrono davanti agli occhi... e vorrei essere meno distratto per assaporare ogni sguardo, carpire ogni pensiero, ascoltare ogni piccolo pensiero che, distrattamente, vedo vagare tra le luci che lentamente si accendono... e sarà un'altra sera e, forse, domani sarà ancora giorno... resta un senso di pace, come quando sai che hai tentato tutto, come se esistesse solo ora, questo infinitesimo momento, questo pianoforte che disegna piacevoli arabeschi nell'aria... e poi tutto si scioglie, lasciandoti il silenzio... un silenzio fatto di parole, di emozioni, di pensieri che ancora stasera riesco a sentire...
postato da: nonlinear alle ore aprile 25, 2008 21:34 | link | commenti (4)
categorie: pensieri, storie, metafore
domenica, 20 aprile 2008

... Da quando era tornata dal viaggio di nozze, Fermina Daza sceglieva gli indumenti del marito secondo il tempo e la circostanza e li sistemava in ordine su una seggiola fin dalla sera prima, in modo che li trovasse pronti una volta uscito dal bagno. Non ricordava da quando aveva cominciato anche ad aiutarlo a vestirsi, e infine a vestirlo, e sapeva che all'inizio l'aveva fatto per amore, ma da circa cinque anni doveva aiutarlo comunque perché lui non riusciva più a vestirsi da solo. Avevano appena festeggiato le nozza d'oro e non sapevano passare neppure un istante l'una senza l'altro, o senza pensare l'una all'altro, è più rincrudiva la vecchiaia meno lo sapevano. Nè lui né lei potevano dire se questa servitù reciproca si fondasse sull'amore o sulla comodità, ma non se l'erano mai domandato con la mano sul cuore, perché entrambi preferivano da sempre ignorare la risposta. Lei aveva scoperto a poco a poco l'incertezza dei passi del marito, i turbamenti d'umore, le crepe della memoria, l'abitudine recente di singhiozzare nel sonno, ma non li aveva considerati segni inequivocabili della ruggine finale, bensì di un ritorno felice all'infanzia. Per questo non lo trattava come un vecchio difficile ma come un bambino senile, e quell'inganno era stato provvidenziale per entrambi avendoli messi in salvo dalla compassione. ...

Gabriel Garcia Marquez
postato da: nonlinear alle ore aprile 20, 2008 16:44 | link | commenti (3)
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni, impressioni, metafore
domenica, 09 settembre 2007

Brano dal mio testamento.

Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo.
Ti lascio il sole che lasciò mio padre
a me. Le stelle brilleranno uguali, e uguali
t’indurranno le notti a dolce sonno,
il mare t’empirà di sogni. Ti lascio
il mio sorriso amareggiato: fanne scialo,
ma non tradirmi. Il mondo è povero
oggi. S’è tanto insanguinato questo mondo
ed è rimasto povero. Diventa ricco tu
guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta
e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro. Il mondo ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio. Tanta pena
vinta nelle battaglie del mio tempo.
E ricorda. Quest’ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire non morire.
Non dire mai che sono stato indegno, che
disperazione m’ha portato avanti e son rimasto
indietro, al di qua della trincea.
Ho gridato, gridato mille e mille volte no,
ma soffiava un gran vento, e pioggia, e grandine:
hanno sepolto la mia voce. Ti lascio
la mia storia vergata con la mano
d’una qualche speranza. A te finirla.
Ti lascio i simulacri degli eroi
con le mani mozzate, ragazzi che non fecero a tempo
ad assumere austera forma d’uomo,
madri vestite di bruno, fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di Belsen e di Auschwitz.
Fa’ presto a farti grande. Nutri bene
il tuo gracile cuore con la carne
della pace del mondo, ragazzo, ragazzo.
Impara che milioni di fratelli innocenti
svanirono d’un tratto nelle nevi gelate
in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici: gia! i nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo della tomba
perché tu vada a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d’una città con tanti prigionieri:
dicono sempre sì, ma dentro loro mugghia
l’imprigionato no dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli che dicono, di fuori,
il sì della necessità, ma nutro, dentro, il no.
Così è stato il mio tempo. Gira l’occhio
dolce al nostro crepuscolo amaro.
Il pane è fatto pietra, l’acqua fango,
la verità un uccello che non canta.
È questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio
d’essere fiero. Sfòrzati di vivere.
Salta il fosso da solo e fatti libero.
Attendo nuove. È questo che ti lascio.

Kriton Athanasulis
postato da: nonlinear alle ore settembre 09, 2007 21:46 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, pensieri, poesia, metafore
mercoledì, 15 agosto 2007

"Un'opera d'arte non è un essere vivente che cammina o corre, è la creazione di una vita che fa scaturire una reazione. Per alcuni è un miracolo della mano dell'uomo. Per alcuni è un miracolo della mente. Per qualcuno è un miracolo della tecnica. Per qualcuno conta quanto sia reale. Per qualcuno conta quanto sia trascendente. E' come la Quinta Sinfonia: suggerisce un sentimento che riconosce solo chi l'ha provato almeno una volta e lo sta ricercando. Lo conosci, ma vuoi risentirlo. Lo conosci, ma vuoi rivederlo. Un'opera d'arte rivela che la natura non può fare ciò che fa l'uomo."

L. Kahn
postato da: nonlinear alle ore agosto 15, 2007 17:45 | link | commenti
categorie: citazioni, pensieri, metafore
lunedì, 30 luglio 2007

"...E in quel momento capii. Eravamo state meravigliose compagne di viaggio, ma in fondo non eravamo che solitari aggregati metallici che disegnavano ognuno la propria orbita. In lontananza potremmo anche essere belle a vedersi, come stelle cadenti. Ma in relatà non siamo che prigioniere, ognuna confinata nel proprio spazio, senza la possibilità di andare da nessun altra parte. Quando le orbite dei nostri satelliti per caso si incrociano, le nostre facce si incontrano. E forse, chissà, anche le nostre anime vengono a contatto. Ma questo non dura che un attimo. Un istante dopo, ci ritroviamo ognuna nella propria assoluta solitudine. Fino al giorno in cui bruceremo e saremo completamente azzerate...".

H. Murakami
postato da: nonlinear alle ore luglio 30, 2007 20:43 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, pensieri, metafore
mercoledì, 19 luglio 2006

"Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto".
I. Calvino

...e ritrovarsi in un pomeriggio d'estate per scoprire un paese tanto lontano geograficamente quanto vicino negli occhi e nei ricordi di Giancarlo Pappagallo. Rincorrere attraverso le immagini uno sguardo, rubare attraverso gli scatti attimi di vita, assaporare sensazioni che dal paese del "Calmo Mattino" si fermano a Milano per un giorno per regalarci emozioni.

 LA COREA IERI E OGGI

Conferenza e proiezioni di immagini
sulla Corea antica e contemporanea.
A cura di
Giancarlo Pappagallo
.

Giovedì 20 luglio 2006 - h. 18.00.
Società Umanitaria.
Via Daverio 7, Milano.

www.calmomattino.it

www.umanitaria.it

postato da: nonlinear alle ore luglio 19, 2006 17:51 | link | commenti (1)
categorie: immagini, riflessioni, eventi, storie, testimonianze, impressioni, fotografia, appuntamenti, segni, metafore
giovedì, 23 febbraio 2006

Sweet Memories.

Come puoi descrivere una goccia d'acqua? Lentamente cade, si infrange su uno specchio, genera una piccolissima increspatura, una piccolissima onda... Onde... Una lama scivola sul ghiaccio, descrive strani arabeschi, percorsi, segni... Come puoi trovar parole per sfiorare questa delicatezza? Aria, acqua, vita... Lentamente cade un'altra goccia... Pioggia nel mare... Polvere sulla sabbia... m'incanta, mi sorprende, mi affascina... incomparabile bellezza...

postato da: nonlinear alle ore febbraio 23, 2006 18:34 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, metafore