Nonlinear

"...e fieramente mi si stringe il core,/ a pensar come tutto al mondo passa,/ e quasi orma non lascia." G. Leopardi

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...E poi? Cosa resterà di un'emozione? Cosa ne sarà di un sogno dimenticato? Niente... O forse qualche segno strano tra le pagine della mia vita... E così decisi di aprire un blog!

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domenica, 07 giugno 2009

We are such stuff as dreams are made on.

...e mi resta uno scontrino... a testimoniare che, forse, non è stato solo un sogno... un piccolo pezzo di carta per credere che ancora qualcosa è possibile... che non è tutto già scritto... e mi ritrovo a vagare per strade senza nome cercando occhi che so già non saranno i tuoi... invano cerco un senso leggendo e rileggendo quel poco che è rimastro scritto... eppure, tutto ciò mi fa sentire vivo... mi fa credere che ancora qualcosa è possibile... almeno per oggi... almeno per stasera... e se scrivo è per lasciare una traccia... perché sarebbe un enorme spreco se tutto ciò che ho dentro morisse senza lasciare almeno un segno... VII...

postato da: nonlinear alle ore giugno 07, 2009 21:12 | link | commenti
categorie: pensieri, immagini, memorie
martedì, 07 febbraio 2006

"Là di fronte, in  quello stesso istante stavano bruciando i nostri compagni di viaggio del treno, tutti quelli che avevano voluto andare in automobile e tutti quelli che davanti al medico, per motivi di età o altro, si erano dimostrati inabili, esattamente come i bambini e insieme a loro le madri e quelle che lo sarebbero diventate in futuro, quelle dove già lo si vedeva, come fu esplicitamente dichiarato. Anche loro erano stati trasferiti dalla stazione ai bagni. Anche loro erano stati informati su appendiabiti, numeri, su quanto si sarebbe svolto nei bagni, esattamente come era successo a noi. E ci sarebbero stati anche i parrucchieri - così affermò qualcuno - e sarebbe stato dato loro anche il sapone. E poi pare che siano stati condotti nel locale delle docce dove, mi giunse voce, c'erano gli stessi tubi: solo che invece dell'acqua veniva fatto uscire del gas."

I. Kertész

postato da: nonlinear alle ore febbraio 07, 2006 18:44 | link | commenti (5)
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni, memorie, shoah
giovedì, 25 agosto 2005

Concerto per pf. e orchestra n.5 in mib maggiore, op.73
2° movimento: Adagio un poco mosso

Subsonico, sonico, supersonico, ipersonico... Tutto va veloce oggi, tutto sembra avere urgenza di scorrere, non importa la destinazione, l'importante è andare, seguire la massa, correre, correre, correre... 
E mi sembra strano essere entrato questa sera in uno dei templi dell'alta velocità (le grandi catene che vendono praticamente di tutto: dal cd al televisore al plasma) ed essere rimasto per quasi due ore a dialogare con un commesso.
...E ritrovarsi a parlare di musica... assaporare la dolcezza delle sensazioni di chi ti racconta pezzi della sua vita parlandoti della dolcezza del tocco di Arrau, raccontandoti l'emozione di un concerto dal vivo, di come sia diverso assistere ad un concerto piuttosto che ascoltare la musica che dolcemente riempie la tua stanza cantata da un lettore cd... e continuare a parlare d'arte, di come sia duro il cammino di chi vuol fare cultura... e mentre ascolto questo cd appena comprato mi sembra tutto più bello, più vissuto, mi sembra di toccarlo questo pianoforte che delicatamente segue l'orchestra cantando la sua melodia... lo vedo, nero, al centro del palcoscenico, col profumo di legno che si solleva dai tasti ogni volta che li sfiori... e come descrivere la sensazione del veder scivolare le mani che si apprestano ad eseguire il trillo con leggerezza per rispettare il pianissimo della partitura... e il direttore... con la sua bacchetta che armonizza la magia... e sognare, mentre nelle orecchie si diffondono le note generando una sensazione nuova eppure così antica, così lontana nel tempo ma che si avvicina sempre più... e continuare a sognare, mentre delicatamente il Sole si spegne, con leggerezza, per non spezzare l'incanto che stasera mi avvolge...

postato da: nonlinear alle ore agosto 25, 2005 21:16 | link | commenti (13)
categorie: pensieri, musica, riflessioni, ricordi, memorie, pensieri della sera
martedì, 23 agosto 2005

Quando penso ai blog, penso ad un grande incrocio dove convergono vite, un grande semaforo dove le storie si fermano aspettando il verde. A volte, capita di fermarsi al semaforo ed osservare l'automobilista accanto, capita di rapire attimi, immortalare istanti. Capita di trovarsi accanto testimonianze così importanti che non puoi più proseguire sulla tua strada senza restarne fortemente impressionato.
...E mi riferisco ad una storia in particolare, la storia di Enzo Baldoni. Purtroppo non ho mai avuto l'onore di conoscerlo, sebbene mi avrebbe fatto veramente piacere. Tuttavia, è un po' come se una sera ci fossimo incontrati davanti ad una buona tazza di caffè, come due vecchi amici, e subito avessimo cominciato a parlare. E' così che ho conosciuto Enzo, grazie al potere di questo mezzo chiamato blog. Ho conosciuto una parte della sua vita, delle sue esperienze e dei suoi viaggi. Mi ha colpito il sorriso, sempre presente sul suo volto, il sorriso di fronte alle difficoltà, il suo modo di essere ironico nonostante le difficili condizioni di sopravvivenza in un paese sotto assedio.
...E vorrei che un po' tutti quelli che, per caso o per scelta, passano di qui, magari facciano un salto a trovarlo, anche solo per farsi due risate, per scherzare un po', come con un amico; per ricordare una storia, per intrecciarla con la nostra e farla vivere per sempre.
P.S.: Enzo Baldoni lo trovate
qui, ma, penso valga la pena di dare un'occhiata anche alle testimonianze di chi l'ha veramente conosciuto. Vi segnalo quindi: Pino Scaccia e Tuareg.

postato da: nonlinear alle ore agosto 23, 2005 18:29 | link | commenti (7)
categorie: ricordi, memorie, attualitĂ 
domenica, 26 giugno 2005

27/06/1980. Ore 20:59:45. 39°43' N; 12°55' E.

Oggi voglio raccontarvi una storia. Come ogni storia comincerò a raccontarla con il classico "C'era una volta", infatti, c'era una volta una signora, il suo nome era Maria Vincenza Calderone. La signora Maria Vincenza era stata a Bologna per una visita presso l'ospedale Rizzoli e, la sera del 27/06/'80 si trovava in aeroporto con una gamba ingessata e attendeva l'aereo per tornare in Sicilia con scalo a Cagliari. La signora Maria Vincenza aveva già fatto il check-in per la Sardegna quando la compagnia aerea, vedendola con la gamba malandata le proprose un volo diretto per Palermo che non era ancora partito. C'era una volta, sempre in quell'aeroporto Giuliana Superchi. Giuliana era ancora una bambina, aveva solo 11 anni e, viaggiando in qualità di "minorenne non accompagnata", forse, per avere un po' di compagnia portava con sé una bambola. C'era una volta Giuseppe Lachina, anche lui all'aeroporto di Bologna. Era accompagnato quella sera dalla consorte. Accanto a loro doveva esserci anche Linda, la loro bambina che era stata appena promossa e a cui avevano promesso come regalo un viaggio in Sicilia. Ma niente, non c'era stato niente da fare, su quell'aereo non c'era proprio posto! C'era una volta... C'erano una volta tante storie, tante vite, tanta gente, 81 persone per la precisione. Ognuno di loro aveva una storia, un sogno, un'idea. Ognuno di loro aveva una mamma, un papà, un bimbo che erano all'aeroporto di Palermo ad attenderli. C'erano tante storie quella sera del 27/06/'80, tante storie a bordo del volo ITH-870, tante storie con una sola cosa in comune...la certezza della fine. Queste storie non sono a lieto fine, il finale è tragico perché di quelle 81 storie non ne è sopravvissuta neanche una... Perché? Beh, il perché ancora oggi non si sa. Quell'aereo oggi è un nido per i piccioni e, forse, in molti vorrebbero cancellare definitivamente dalla memoria quelle storie. Io non sono dello stesso parere ed è per questo che scrivo questo post. Scrivo per ricordare che quella sera 81 innocenti hanno perso la vita senza un motivo. Scrivo perché in 25 anni non si è fatta chiarezza su questo mistero. Scrivo perché... perché mi andava di lasciare una testimonianza...

...E le elencherò tutte, le elencherò tutte quelle 81 persone, quelle 81 storie troppo importanti perché vengano dimenticate:

Cinzia Andres, Luigi Andres, Francesco Baiamonte, Paola Bonati, Alberto Bonfietti, Alberto Bosco, Maria Vincenza Calderone, Giuseppe Cammarota, Arnaldo Campanini, Antonio Candia, Antonella Cappellini, Giovanni Cerami, Maria Grazia Croce, Francesca D'Alfonso, Salvatore D'Alfonso, Sebastiano D'Alfonso, Michele Davì, Giuseppe Calogero De Ciccio, Rosa De Dominicis, Elvira De Lisi, Francesco Di Natale, Antonella Diodato, Giuseppe Diodato, Vincenzo Diodato, Giacomo Filippi, Enzo Fontana, Vito Fontana, Carmela Fullone, Rosario Fullone, Vito Gallo, Domenico Gatti, Guelfo Gherardi, Antonino Greco, Berta Gruber, Andrea Guarano, Vincenzo Guardi, Giacomo Guerino, Graziella Guerra, Rita Guzzo, Giuseppe Lachina, Gaetano La Rocca, Paolo Licata, Maria Rosaria Liotta, Francesca Lupo, Giovanna Lupo, Giuseppe Manitta, Claudio Marchese, Daniela Marfisi, Tiziana Marfisi, Erica Mazzel, Rita Mazzel, Maria Assunta Mignani, Annino Molteni, Paolo Morici, Guglielmo Norritto, Lorenzo Ongari, Paola Papi, Alessandra Parisi, Carlo Parrinello, Francesca Parrinello, Anna Paola Pellicciani, Antonella Pinocchio, Giovanni Pinocchio, Gaetano Prestileo, Andrea Reina, Giulia Reina, Costanzo Ronchini, Marianna Siracusa, Maria Elena Speciale, Giuliana Superchi, Antonio Torres, Giulia Maria Concetta Tripliciano, Pierpaolo Ugolini, Daniela Valentini, Giuseppe Valenza, Massimo Venturi, Marco Volanti, Maria Volpe, Alessandro Zanetti, Emanuele Zanetti, Nicola Zanetti.

postato da: nonlinear alle ore giugno 26, 2005 19:34 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni, ricordi, storia, memorie
sabato, 09 aprile 2005

Un grande uomo.

Dopo lo stupore, l'attesa, il dolore, resta lui, quell'uomo vestito di bianco che ha accompagnato la mia vita da quando sono nato. Premetto che non mi ritengo assolutamente un buon cattolico né, tanto meno, un fanatico; tuttavia, non posso nascondere il turbamento nato dentro me nell'apprendere la notizia della morte di Karol Wojtyla. Oggi che finalmente si sono spenti i riflettori su Piazza San Pietro, che le migliaia di forum sparsi per la rete cominceranno a chiudere, che i giornali ricominceranno a dare spazio alla politica in prima pagina, mi sembra giusto dedicargli un pensiero, una riflessione, certo non per fare una valutazione storica del suo operato ma semplicemente per lasciare una testimonianza di un uomo che per 84 anni ha calpestato il suolo di questa terra lasciando un'orma indelebile. Infatti, a prescindere dalla fede, che ritengo sia un fatto strettamente personale, credo che quest'uomo in quanto uomo e non in quanto Papa abbia lasciato una traccia che tutti dovremmo impegnarci a seguire. In particolare, ci sono due immagini che resteranno impresse nella mia mente per tutto il resto della mia vita: il Papa che, già sofferente, gioca e scherza con i giovani di Tor Vergata in occasione del Giubileo e poi, quella straordinaria immagine della sofferenza umana dell'ultima volta che si è affacciato alla finestra cercando di parlare, quel grido strozzato in gola dalla sofferenza riporta alla mia mente l'urlo di Munch, quella volontà infinita di parlare alla gente radunata in piazza legata all'impossibilità fisica di farlo. Credo che un po' tutti dovremmo soffermarci davanti a questa immagine e pensare, pensare a quante volte nella vita di tutti i giorni tendiamo a coprire con le parole il silenzio credendo che la parola sia, comunicativamente parlando, sempre un gradino sopra; che è meglio dire piuttosto che non dire. Penso che quest'uomo ci abbia dimostrato come anche il silenzio può essere carico di significato e di emozioni, come un uomo, sebbene fisicamente debilitato possa ancora dare molto al mondo e soprattutto, come, anche adesso, che non è più tra noi, rinchiuso in un silenzio eterno possa ancora continuare a parlare a tutti noi. Io lo ricorderò così. Tra le mille fotografie che ci hanno tempestato in questi giorni una mi è piaciuta in particolar modo, quella che è apparsa su Vanity Fair del 14 Aprile in cui si vede il Papa che, con i capelli mossi dal vento saluta agitando lo zucchetto. Mi piace pensare a questa come ultima immagine del Papa che ci saluta tutti congedandosi dal mondo terreno per tornare da quella Madre a cui ha dedicato tutta la sua vita.

Buon viaggio Karol.

postato da: nonlinear alle ore aprile 09, 2005 08:12 | link | commenti
categorie: memorie