Nonlinear

"...e fieramente mi si stringe il core,/ a pensar come tutto al mondo passa,/ e quasi orma non lascia." G. Leopardi

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...E poi? Cosa resterà di un'emozione? Cosa ne sarà di un sogno dimenticato? Niente... O forse qualche segno strano tra le pagine della mia vita... E così decisi di aprire un blog!

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domenica, 26 ottobre 2008

"Shimamoto, ci rivedremo ancora?" "Forse", disse lei. Sulle labbra apparve un lieve sorriso, come un fumo sottile che si leva in una tranquilla giornata senza vento. "Forse". Poi aprì la porta e uscì. Dopo quasi cinque minuti, anch'io salii su per le scale per cercare di raggiungerla sulla strada. Temevo che non trovasse facilmente un taxi. La pioggia continuava a cadere e Shimamoto non era più lì. La strada era deserta, si vedevano solo le luci dei fari delle macchine sull'asfalto bagnato. Forse era stato solo un sogno, pensai. Rimasi lì, fermo a guardare la pioggia. Mi sembrava di essere tornato il bambino di dodici anni che nelle giornate piovose restava spesso a fissare immobile l'acqua che scendeva. Quando guardavo la pioggia, senza pensare a nulla, avevo l'impressione che il mio corpo si sciogliesse e che il mondo reale si allontanasse da me. Ma non era stato un sogno. Tornato nel locale, vidi che dove si era seduta Shimamoto c'erano ancora il suo bicchiere e il portacenere. Dentro c'erano rimasti i mozziconi di sigaretta che lei aveva spento delicatamente, sporchi di rossetto. Mi sedetti di fianco al suo sgabello e chiusi gli occhi.

H. Murakami
postato da: nonlinear alle ore ottobre 26, 2008 08:31 | link | commenti
categorie: citazioni, pensieri, pensieri sparsi, racconti, ricordi
sabato, 27 settembre 2008

Le illusioni di un tempo non mi avrebbero più aiutato, non avrebbero più creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai, e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma, se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte le mie forze quest'opera. Forse.

H. Murakami
postato da: nonlinear alle ore settembre 27, 2008 19:23 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, metafore
domenica, 20 luglio 2008

Both Sides Now.

Rows and floes of angel hair
And ice cream castles in the air
And feather canyons ev'rywhere
I've looked at clouds that way

But now they only block the sun
They rain and snow on ev'ryone
So many things I would have done
But clouds got in my way
I've looked at clouds from both sides now
From up and down, and still somehow
It's cloud illusions I recall
I really don't know clouds at all

Moons and Junes and Ferris wheels
The dizzy dancing way you feel
As ev'ry fairy tale comes real
I've looked at love that way

But now it's just another show
You leave 'em laughing when you go
And if you care, don't let them know
Don't give yourself away

I've looked at love from both sides now
From give and take, and still somehow
It's love's illusions I recall
I really don't know love at all

Tears and fears and feeling proud
To say "I love you" right out loud
Dreams and schemes and circus crowds
I've looked at life that way

But now old friends are acting strange
They shake their heads, they say I've changed
Well something's lost, but something's gained
In living ev'ry day

I've looked at life from both sides now
From win and lose and still somehow
It's life's illusions I recall
I really don't know life at all
I've looked at life from both sides now
From up and down, and still somehow
It's life's illusions I recall
I really don't know life at all.

J. Mitchell
postato da: nonlinear alle ore luglio 20, 2008 18:56 | link | commenti
categorie: citazioni, pensieri, musica, pensieri sparsi, pensieri della sera
sabato, 19 luglio 2008

Abbiamo visto un uomo e una donna, giovani - lui bello, con un completo di cotone chiaro, anche lei carina con un vestito estivo vecchio stile -, camminavano un po' staccati, lui guardava dritto davanti a sé, lei aveva le braccia sul petto come se si abbracciasse, gli occhi a terra fissi sulle dita dei piedi che spuntavano dai sandali. Tutti e due tenevano a freno lo stesso sorriso esultante e ero sicuro che il loro era un amore appena nato. Magari si erano innamorati cenando nel giardino di un ristorante o a un tavolino sul marciapiede, magari non si erano dati ancora il primo bacio e camminavano un po' staccati perché pensavano di avere tutta la vita davanti per camminare vicino, per toccarsi, e volevano gustare quel momento prima di toccarsi il più a lungo possibile e sono passati senza accorgersi di me e Mirò. Ma qualcosa di loro mi ha intristito. La scena era troppo bella: la notte d'estate, i sandali, i visi rapiti da quella gioia repressa. Mi pareva di essere stato testimone del loro momento più felice, del culmine che senza saperlo si stavano già lasciando alle spalle.

P. Cameron
postato da: nonlinear alle ore luglio 19, 2008 21:35 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, pensieri, pensieri sparsi, riflessioni, pensieri della sera
domenica, 18 maggio 2008

"Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli più belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato".

Gabriel Garcia Marquez
postato da: nonlinear alle ore maggio 18, 2008 19:01 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, pensieri, metafore
domenica, 11 maggio 2008

La storia di questo viaggio non è la riprova che non c'è medicina contro certi malanni e che tutto quel che ho fatto a cercarla non è servito a nulla. Al contrario: tutto, compreso il malanno stesso, è servito tantissimo. E' così che sono stato spinto a rivedere le mie priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e soprattutto a cambiare vita. E questo è ciò che posso consigliare ad altri: cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi. Per il resto ognuno deve fare la strada da solo. Non ci sono scorciatoie che posso indicare. I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, ma come servono gli ascensori che ci portano in su facendoci risparmiare le scale. L'ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce sul tetto dal quale si vede il mondo o sul quale ci si può distendere a diventare una nuvola, quell'ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.

T. Terzani
postato da: nonlinear alle ore maggio 11, 2008 21:23 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, pensieri
domenica, 20 aprile 2008

... Da quando era tornata dal viaggio di nozze, Fermina Daza sceglieva gli indumenti del marito secondo il tempo e la circostanza e li sistemava in ordine su una seggiola fin dalla sera prima, in modo che li trovasse pronti una volta uscito dal bagno. Non ricordava da quando aveva cominciato anche ad aiutarlo a vestirsi, e infine a vestirlo, e sapeva che all'inizio l'aveva fatto per amore, ma da circa cinque anni doveva aiutarlo comunque perché lui non riusciva più a vestirsi da solo. Avevano appena festeggiato le nozza d'oro e non sapevano passare neppure un istante l'una senza l'altro, o senza pensare l'una all'altro, è più rincrudiva la vecchiaia meno lo sapevano. Nè lui né lei potevano dire se questa servitù reciproca si fondasse sull'amore o sulla comodità, ma non se l'erano mai domandato con la mano sul cuore, perché entrambi preferivano da sempre ignorare la risposta. Lei aveva scoperto a poco a poco l'incertezza dei passi del marito, i turbamenti d'umore, le crepe della memoria, l'abitudine recente di singhiozzare nel sonno, ma non li aveva considerati segni inequivocabili della ruggine finale, bensì di un ritorno felice all'infanzia. Per questo non lo trattava come un vecchio difficile ma come un bambino senile, e quell'inganno era stato provvidenziale per entrambi avendoli messi in salvo dalla compassione. ...

Gabriel Garcia Marquez
postato da: nonlinear alle ore aprile 20, 2008 16:44 | link | commenti (3)
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni, impressioni, metafore
domenica, 30 marzo 2008

Variazioni sul tema.

The past is where we keep what might have been...
but it's best to let it go,
cause will never be the train just gone here again..
postato da: nonlinear alle ore marzo 30, 2008 17:05 | link | commenti
categorie: citazioni, pensieri, pensieri sparsi
domenica, 09 settembre 2007

Brano dal mio testamento.

Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo.
Ti lascio il sole che lasciò mio padre
a me. Le stelle brilleranno uguali, e uguali
t’indurranno le notti a dolce sonno,
il mare t’empirà di sogni. Ti lascio
il mio sorriso amareggiato: fanne scialo,
ma non tradirmi. Il mondo è povero
oggi. S’è tanto insanguinato questo mondo
ed è rimasto povero. Diventa ricco tu
guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta
e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro. Il mondo ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio. Tanta pena
vinta nelle battaglie del mio tempo.
E ricorda. Quest’ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire non morire.
Non dire mai che sono stato indegno, che
disperazione m’ha portato avanti e son rimasto
indietro, al di qua della trincea.
Ho gridato, gridato mille e mille volte no,
ma soffiava un gran vento, e pioggia, e grandine:
hanno sepolto la mia voce. Ti lascio
la mia storia vergata con la mano
d’una qualche speranza. A te finirla.
Ti lascio i simulacri degli eroi
con le mani mozzate, ragazzi che non fecero a tempo
ad assumere austera forma d’uomo,
madri vestite di bruno, fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di Belsen e di Auschwitz.
Fa’ presto a farti grande. Nutri bene
il tuo gracile cuore con la carne
della pace del mondo, ragazzo, ragazzo.
Impara che milioni di fratelli innocenti
svanirono d’un tratto nelle nevi gelate
in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici: gia! i nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo della tomba
perché tu vada a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d’una città con tanti prigionieri:
dicono sempre sì, ma dentro loro mugghia
l’imprigionato no dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli che dicono, di fuori,
il sì della necessità, ma nutro, dentro, il no.
Così è stato il mio tempo. Gira l’occhio
dolce al nostro crepuscolo amaro.
Il pane è fatto pietra, l’acqua fango,
la verità un uccello che non canta.
È questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio
d’essere fiero. Sfòrzati di vivere.
Salta il fosso da solo e fatti libero.
Attendo nuove. È questo che ti lascio.

Kriton Athanasulis
postato da: nonlinear alle ore settembre 09, 2007 21:46 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, pensieri, poesia, metafore
mercoledì, 15 agosto 2007

"Un'opera d'arte non è un essere vivente che cammina o corre, è la creazione di una vita che fa scaturire una reazione. Per alcuni è un miracolo della mano dell'uomo. Per alcuni è un miracolo della mente. Per qualcuno è un miracolo della tecnica. Per qualcuno conta quanto sia reale. Per qualcuno conta quanto sia trascendente. E' come la Quinta Sinfonia: suggerisce un sentimento che riconosce solo chi l'ha provato almeno una volta e lo sta ricercando. Lo conosci, ma vuoi risentirlo. Lo conosci, ma vuoi rivederlo. Un'opera d'arte rivela che la natura non può fare ciò che fa l'uomo."

L. Kahn
postato da: nonlinear alle ore agosto 15, 2007 17:45 | link | commenti
categorie: citazioni, pensieri, metafore