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"...e fieramente mi si stringe il core,/ a pensar come tutto al mondo passa,/ e quasi orma non lascia." G. Leopardi

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...E poi? Cosa resterà di un'emozione? Cosa ne sarà di un sogno dimenticato? Niente... O forse qualche segno strano tra le pagine della mia vita... E così decisi di aprire un blog!

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venerdì, 29 aprile 2005

2046.

“Nel 2046 corre una rete che collega ogni punto della Terra e c’è un treno misterioso, che parte regolarmente verso il 2046. Tutti quelli che vanno al 2046 hanno un solo pensiero in mente: ritrovare i ricordi perduti, perché, si dice che niente cambia mai nel 2046. Ma nessuno sa se quel punto esiste veramente, perché nessuno è mai tornato, nessuno, tranne me. 998…997…lasciare il 2046 non è un impresa facile, per uno che ci riesce altri 1000 ci provano all’infinito. Da quanto sono su questo treno? Non lo so, non lo so, non me lo ricordo più! Comincio a sentire il peso della solitudine.

Quando mi chiedono perché ho lasciato il 2046 resto nel vago, non do mai la stessa risposta. Un tempo, quando uno aveva un segreto da nascondere, andava in un bosco, faceva un buco in un tronco e sussurrava lì il suo segreto, poi richiudeva il buco con del fango, così il segreto sarebbe rimasto sigillato per l’eternità. Ho amato una donna ma lei mi ha lasciato. Speravo fosse nel 2046, e quindi sono andato a cercarla lì, ma non c’era. Da allora non riesco a smettere di chiedermi se mi abbia mai amato. La risposta è un segreto che nessuno conoscerà mai. I ricordi sono sempre bagnati di lacrime.”

Che dirvi di più. Si commenta da sé.

Buona visione.

postato da: nonlinear alle ore aprile 29, 2005 19:42 | link | commenti (1)
categorie: cinema
martedì, 26 aprile 2005

Ferro 3. La casa vuota.

Si può assistere per un'ora e mezza alla proiezione di un film in cui praticamente non ci sono dialoghi? La risposta ce la fornisce il regista coreano Kim Ki-duk che con il film "Ferro 3 la casa vuota" tocca, secondo il mio parere, uno degli apici della cinematografia internazionale. I dialoghi, se ci fossero, non aggiungerebbero nulla al film che scorre seguendo i ritmi tipici della vita orientale, caratterizzati da un maggiore spazio per la riflessione rispetto ai nostri ritmi convulsi. La fotografia è magistrale e riempie egregiamente l'apparente vuoto causato dalla mancanza di parole. L'assenza di dialoghi aggiunge poi un ulteriore conferma al mio profondo convincimento che non esistono solo le parole per comunicare ma, anzi, queste sono forse il mezzo di comunicazione più semplice che spesso tendiamo ad usare per coprire lacune nelle restanti forme di comunicazione quali l'espressione, la gestualità e il silenzio. Che dirvi, il mio consiglio è quello di affittarvi questo stupendo film (lo trovate anche dal commercialissimo Blockbuster).

Buona visione.

postato da: nonlinear alle ore aprile 26, 2005 20:37 | link | commenti (5)
categorie: cinema, film