Quel che resta delle luci...
...poi arriva il momento del silenzio: le luci si spengono, la musica finisce, le orecchie che ancora fischiano... E' il momento più intimo della serata... la musica che senti ancora nella mente, le luci che sembrano ancora illuminare il palco... le immagini che si confondono con i ricordi... Cosa resta di tutto ciò che fino a cinque minuti fa ti faceva saltare, correre, emozionare? Niente... o forse qualcosa di più... un'immagine che sa d'eternità... che potrebbe resistere per sempre... forse...
Son passati quasi cinque minuti ma il palco non è più quello che fino ad un attimo fa ti aveva emozionato... Mille operai son già pronti a smontare tutto... tra poco non ci sarà più niente di oggi... di questo momento... di queste emozioni... saranno solo ricordi...
...e pensi che questa è un po' una metafora di tutta la tua vita... ripensi ai tuoi "momenti" e li lasci passare sotto i tuoi occhi illuminati dalla calda luce della memoria... una musica s'accende e ti regala un'emozione... è la tua colonna sonora, è la colonna sonora della tua vita...
...e quasi ti sembra che la pioggia di questa notte non sia altro che un pianto... un pianto di stelle che scende dal cielo per regalarti questa splendida sensazione...
...E così, all'improvviso, una luce si accende... non chiederti perché, lasciati trascinare dal suono del carillon, non pensare... per oggi, non pensare... Oggi tutto ciò che conta è dentro questo carillon che intona questa musica strana... La strada... scivolano i pensieri... senso non c'è... movimento... vita... No, non fermarti ora... è il tempo che scorre, piano, lentamente, quasi si ferma... poi... riprende... Il nastro scivola dalla bobina e per un attimo sembra quasi che tutto finisca, che questo immenso spettacolo si fermi... pausa... silenzio... ma ecco, sembra riprendere a suonare... il mare accarezza i pensieri con la sua brezza... le onde si infrangono nel vuoto... scivola... scivola, questa sostanza impalpabile... scorre tra le mani... come acqua... pioggia... mare... La luce blu che illumina la sera vibra un po', sussulta... si spegne... e così fugge tra la musica che si allontana anche questo sogno...
Sera.
Le nove, la sera e un poco il nero che ti sporca le mani
è tutta la terra passata di qui
a che ora le api vanno a dormire, pensi, ti chiedi,
premi il cavo del palmo sull’orlo del ginocchio
nel dirti senti come sono nuove le foglie
da quale maniera di essere solo sono volate
adesso guardi le cose come sono venute
come si sono fissate, quando nella tua persona
e appena pieghi la testa nel vuoto,
nella domanda a che ora le api vanno a dormire
quando sono passati il sapore di terra e le nuvole
davanti ai miei anni, insieme.
P. Cappello