Candele.
Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.
Non le voglio vedere: m'accora il loro aspetto,
la memoria m'accora il loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.
Non mi voglio voltare, ch'io non scorga, in un brivido,
come s'allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.
C. Kavafis
La memoria è un occhio sempre aperto.
Un mondo senza memoria sarebbe un mondo cieco, chiuso nell'ansia del presente. Per questo motivo i totalitarismi censurano, proibiscono, gettano alle fiamme. Così uccidono lo sguardo del pensiero, il ricordo, l'espressione delle differenze: la terra dove nascono l'arte, i sogni, le illusioni, la libertà.
Ritornare su ieri significa, però, anche amare l'oggi perché la memoria è riflesso, ombra, proiezione. E l'uomo di oggi è fratello di quello di ieri.
La storia degli uomini è fatta di compagni straordinari e tenaci. Frequentarli nel ricordo è come scrivere un romanzo: quello dei personaggi e dei luoghi che il secolo, voltando pagina, ha portato via con sé per ritrovare la propria anima all'ombra della propria memoria. Non ci si separa dalla Storia, ci si convive, cercando di notte, nei sogni, l'isola che non c'è.
Il Giorno della Memoria è ricordare piccoli, anonimi, smarriti protagonisti, i loro cieli in tempesta, le vite perdute, i sentimenti bruciati, i fiori appassiti, le speranze cadute, i sorrisi dimenticati, le lacrime che caddero e quelle mai piante.
Le luci si spensero e Hitler fece dell'Europa un cimitero sotto la luna: quella malattia dello spirito che Camus chiamò il «regno delle bestie». Il paganesimo nazista e il suo Führer, immaginifico inventore dell'estetica della morte, uccisero la pietà, gli uomini e la ragione. Oggi altre sfide sono portate alla Storia, nel nome di religioni morte, utopie malate, controrivoluzioni medioevali.
Un frammento del Giorno della Memoria cada sui dinosauri secondo cui l'Olocausto è una leggenda. Un altro protegga Israele, figlio di una straordinaria avventura umana. E il nostro tributo sia anche un atto d'amore.
Marco Innocenti
(da Il Sole 24 Ore del 27/01/2006)
Se questo è un uomo.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
P. Levi
Rinchiuso in casa, immerso nel calore di una luce che si specchia in un cielo straordinariamente luminoso. Cade la neve, senza un perché, senza ragione, cade e basta... Sempre più velocemente i fiocchi di neve si infrangono sul suolo ormai bianco... "With or without you" mi accompagna mentre davanti ai miei occhi si affollano immagini, ricordi, pensieri, emozioni... Vorrei fermarne qualcuno, vorrei fissare qualcosa di questa strana processione... Corrono le mani, scivolano sulla tastiera veloci eppure troppo lente per seguire questo flusso... E mi torna in mente la vecchia cassetta che avevo in macchina al liceo... (BlogArt, ma tu ce l'hai ancora?) Chissà che fine ha fatto! Quante storie, quante follie, quante emozioni... E chissà perché questa neve mi riporta alla mente queste cose, chissà perché... Cade la neve, cade sulle emozioni, sulle gioie e sui dolori, ricopre di bianco questo strano, folle mondo; regala gioia a qualcuno, disagi ad altri... Ma, in fondo, la neve che ne sa? Cade e basta. E' inutile cercare un motivo, è vano chiedersi perché. Cade e cadrà ancora, forse copiosamente o, forse, smetterà all'improvviso, senza perché. E' un po' come i sogni: arrivano e basta. E non chiederti perché. E' solo, semplicemente, vita...
27 gennaio 1945.
Vieni qui. Stasera resta qui vicino a me; voglio raccontarti una storia. Sai, c'era una volta un bimbo con gli occhi grandi proprio come i tuoi, perso tra i suoi mille perché, curioso di conoscere il mondo e con la stessa tua voglia di diventare grande. C'era una volta un treno, un treno lungo lungo... proprio come piace a te. In quel treno però non ci voleva stare proprio nessuno... Quel treno era un biglietto di sola andata... Sai, c'era una volta un fumo nero che copriva intere città, c'era cenere che pioveva dal cielo... C'era un tempo in cui guardare le stelle non era permesso a tutti... C'era un tempo in cui la possibilità di sognare era legata alla canna di un fucile... C'era una volta e vorrei che non ci fosse mai più! E' per questo che stasera vorrei che tu restassi qui, accanto a me, a guardare questo fuoco che lentamente brucia la cera che, lenta, si consuma... E mi piace pensare che la luce arrivi fin lassù, mi piace immaginare che quel bimbo riesca a guardarla questa piccola luce e, chissà, magari spero che questa piccola fiammella gli regali un sogno, quel sogno tanto desiderato chiamato pace...
No sound.
There’s no sound tonight… no more… E vorrei dirti che quest’acqua è ancora limpida, vorrei dirti che basta un po’ di Sole, del celeste e qualche nuvola per fare un cielo… E invece no… Gira il mondo, passa il tempo… Speranze, sogni, paure, emozioni, gioie e dolori… Tutto si perde nel mare dei ricordi… E vorrei che la musica seguisse i momenti indimenticabili della mia vita, vorrei che il pavimento di casa mia si pulisse con una semplice passata di spazzolone, vorrei che il Sole accompagnasse il mio risveglio e vorrei fare colazione nella famiglia del Mulino Bianco, vorrei un sogno da donare a chi non sogna più e una speranza da regalare a chi vaga perso per le strade della vita, vorrei… No sound tonight… Sangue, bombe, terrore, violenza, bimbi venduti al migliore offerente, tangenti ai politici, mafia… Do you like this? No sound tonight… No sound… No more…