Lentamente la luce si consuma, scende la sera, le strade si svuotano... Sembra quasi che il mondo voglia fermarsi stasera... E' l'attesa... Lentamente una foglia innevata cade sull'asfalto, gocce di pioggia illuminano il marciapiede, il silenzio si spande tutt'intorno... E' un nuovo anno che arriva, un anno che passa... Gioie, dolori, amori, speranze, sogni; tutto tra poco sarà passato... E poco importa che non cambi nulla, in fondo, so bene che la lancetta del mio tempo non conosce differenza tra le 23.59.59 e le 0.00.01, eppure... Eppure mi affascina questo pensiero di poter scrivere un diario nuovo, mi affascina l'idea di ricominciare, l'idea di sognare qualcosa di nuovo eppure d'antico, mi piace il pensiero di poter cambiare pagina...
Come sarà quest'anno? Non lo so, probabilmente non sarà né migliore né peggiore del precedente, sarà solo, semplicemente, un altro anno che non vedo l'ora di vivere senza speranze né illusioni, ma con una infinita voglia di assaporare ogni istante, ogni momento, ogni attimo.
Buon 2006 a tutti.
My kind of Christmas.
Il mio sguardo si perde tra le luci che si rincorrono, tra gli alberi di Natale e i presepi... E ripenso al presepe di casa mia, il presepe che mio padre continua a costruire ogni anno con tanta pazienza. Ricordo quando eravamo bambini e mio padre montava il presepio... eravamo tutti lì, con gli occhi spalancati e ci perdevamo nelle mille piccole operazioni per montare le luci, poi c'era da sistemare la carta e, infine, il nostro momento: quello dei pupazzi. E ripenso a come era bello giocare a sistemare e risistemare i pupazzi, fare e disfare, creare e ricreare mille scene di vita... E' Natale, il mio Natale... E ripenso ai film che guardavo e che ancora oggi mi lasciano incantato davanti alla tv quando, come in una sorta di rito natalizio, vengono riproposti, ripenso a Mary Poppins e a Mamma ho perso l'aereo, al Piccolo lord e Miracolo sulla 34a strada... E' Natale, il mio Natale, un Natale senza grandi eccessi ma pieno di felicità... La felicità e la pace che auguro possa scendere su tutti voi che, per scelta o per caso, vi trovate a passare di qui, la pace che spero possa allietare, almeno per un giorno, la vita di chi non ce l'ha, di chi combatte per una guerra senza neanche sapere perché, di chi soffre, di chi non sogna perché, a volte, sognare è davvero difficile... Buon Natale, un sentito buon Natale a tutti.
Succedeva sempre che a un certo punto alzava la testa... e la vedeva. E' una cosa difficile da capire. Voglio dire... Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi... Eppure c'era sempre uno, uno solo, uno che per primo... la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte... magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni... alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare... e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov'era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava: l'America.
A. Baricco
C'era una volta, neanche troppo tempo fa, un paese. Lo chiamavano l'America. Quando giocavi con i bambini e gli raccontavi di questo paese vedevi i loro occhi brillare, restavano a gurdarti con gli occhioni fissi e, forse, già si immaginavano la maestosità di questo paese tanto lontano.
C'erano una volta tanti italiani come noi che partivano alla volta dell'America, anzi, andavano a trovare l'America. Poco importa che ad Ellis Island venissero trattati come bestie perché stavano andando a trovare l'America e questo era l'importante.
E chissà se poi l'hanno trovata, l'America?
Io l'America l'ho vissuta per poco, giusto qualche mese. Il tempo però è stato sufficiente a vedere da vicino come è fatta l'America. Perché ne parlo oggi? Beh, perché anche oggi è morto un altro uomo vittima di una delle tante contraddizioni che affollano questo paese. Come può un paese ritenuto la più grande democrazia del mondo continuare a condannare uomini alla pena capitale? E' un caso che la maggior parte dei condannati sia costituita da gente povera e da persone di colore? E' mai possibile che un paese che si accolla l'oneroso compito di esportare democrazia nel mondo e che si proclama paladino della giustizia nei vari organismi internazionali continui a condannare a morte degli innocenti?
Davanti a queste domande resto perplesso, non riesco proprio a trovare una ragione per quanto mi sforzi. Questo sistema mi fa paura, mi terrorizza. Non è possibile che lo stato si accolli la responsabilità di decidere della fine di un uomo! Non è giusto e non è neanche etico!
E che succede se si scopre di aver condannato un innocente?
Può lo stato ridare la vita di cui indebitamente si è appropriato?
Io resto qui, sul bordo di questo fiume aspetto una risposta che non c'è, osservo la candela che si consuma, vedo la luce che da brillante comincia ad affievolirsi; si consuma lentamente...
E per una volta, nonostante la recessione, nonostante i problemi economici e sociali che ci assillano, nonostante all'estero parlino male di noi... sono fiero di essere italiano.
Supponiamo, anche solo per un momento, che quel tram non passi più, o meglio, che si fermi... per sempre... Cosa resterebbe? Sogni, timori, paure, gioie e dolori... Cosa resterebbe di tutto ciò se quel tram stamattina si fermasse? Cosa rimarrebbe di questo struggimento se, uscendo di casa domattina, non trovassi il tram ad aspettarmi?
Pensieri che vagano. Pensieri che si perdono tra le strade di questa città che si sveglia sotto la luce pallida della luna.
Corrono i binari imbiancati dalla neve gelida e su di essi scivola il vecchio tram sferragliante.
Tra rumori e sussulti scorre la vita di tutti i giorni e lui sembra quasi non accorgersene. Corre e ripercorre la strada segnata con il suo incedere incerto, sussulta ad ogni scambio e fa sobbalzare i passeggeri... Corre. Non cambia mai strada... un po' come noi, così diversi eppure così uguali ogni mattina, persi tra chiacchiere e giornali, con un sogno ancora mezzo aperto e gli occhi già proiettati verso il giorno che ci aspetta... Persi tra sogni e paure, tra emozioni e sensazioni, vaghiamo...
E chissà che succederebbe se un giorno si fermasse... per sempre...