Alla vita.
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
N. Hikmet
“Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a grandi-nare le coincidenze. E chissà quanto sono segni e quanto le provochiamo noi. Ancora una volta, prima di una partenza, mi sono sdraiato sotto le stelle, nella Romagna dei miei nonni e della mia infanzia, in cima a Monte Bora, sulla terra notturna ancora calda del sole di luglio. La terra, sotto, mi riscaldava il corpo. La brezza, sopra, lo rinfrescava. Lucciole, profumo di fieno tagliato, il canto di milioni di grilli. È qui che da piccolo studiavo spagnolo su un libro trovato in soffitta. È qui, davanti a un piatto di tagliatelle, che tre anni fa si è fatta sentire la solita vocina che ripeteva: ‘Colombia, Colombia, Colombia!’ […] Si è parlato molto di morte in questi giorni: della morte serena di Zio Carlo, filosofo e yogi, che forse sapeva la data del suo trapasso. Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L’indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato”.
Enzo Baldoni
L’anima s’immagina quello che non vede, che quell’albero, quella siepe, quella torre gli nasconde, e va errando in uno spazio immaginario, e si figura cose che non potrebbe se la sua vista si estendesse da per tutto, perchè il reale escluderebbe l’immaginario. Quindi il piacere ch’io provava sempre da fanciullo, e anche ora nel vedere il cielo ec. attraverso una finestra, una porta, una casa passatoia, come chiamano. Al contrario la vastità e moltiplicità delle sensazioni diletta moltissimo l’anima. Ne deducono ch’ella è nata per il grande ec. Non è questa la ragione. Ma proviene da ciò, che la moltiplicità delle sensazioni, confonde l’anima, gl'impedisce di vedere i confini di ciascheduna, toglie l’esaurimento subitaneo del piacere, la fa errare d’un piacere in un altro senza poterne approfondare nessuno, e quindi si rassomiglia in certo modo a un piacere infinito.
G. Leopardi
Concerto per pf. e orchestra n.5 in mib maggiore, op.73
2° movimento: Adagio un poco mosso
Subsonico, sonico, supersonico, ipersonico... Tutto va veloce oggi, tutto sembra avere urgenza di scorrere, non importa la destinazione, l'importante è andare, seguire la massa, correre, correre, correre...
E mi sembra strano essere entrato questa sera in uno dei templi dell'alta velocità (le grandi catene che vendono praticamente di tutto: dal cd al televisore al plasma) ed essere rimasto per quasi due ore a dialogare con un commesso.
...E ritrovarsi a parlare di musica... assaporare la dolcezza delle sensazioni di chi ti racconta pezzi della sua vita parlandoti della dolcezza del tocco di Arrau, raccontandoti l'emozione di un concerto dal vivo, di come sia diverso assistere ad un concerto piuttosto che ascoltare la musica che dolcemente riempie la tua stanza cantata da un lettore cd... e continuare a parlare d'arte, di come sia duro il cammino di chi vuol fare cultura... e mentre ascolto questo cd appena comprato mi sembra tutto più bello, più vissuto, mi sembra di toccarlo questo pianoforte che delicatamente segue l'orchestra cantando la sua melodia... lo vedo, nero, al centro del palcoscenico, col profumo di legno che si solleva dai tasti ogni volta che li sfiori... e come descrivere la sensazione del veder scivolare le mani che si apprestano ad eseguire il trillo con leggerezza per rispettare il pianissimo della partitura... e il direttore... con la sua bacchetta che armonizza la magia... e sognare, mentre nelle orecchie si diffondono le note generando una sensazione nuova eppure così antica, così lontana nel tempo ma che si avvicina sempre più... e continuare a sognare, mentre delicatamente il Sole si spegne, con leggerezza, per non spezzare l'incanto che stasera mi avvolge...
Luci.
Piccole fiammelle che si levano al cielo.
Colori disuniformi che rischiarano il buio della notte.
Ed è un po' come viaggiare,
immaginare cosa ci sia dentro il colore,
cosa animi quei lampi diseguali che si diffondono nel buio.
E accompagneranno il mio riposo,
le ritroverò al risveglio,
diverse,
forse,
eppure sempre uguali,
per ridisegnare,
ancora una volta,
l'immagine del giorno.
Quando penso ai blog, penso ad un grande incrocio dove convergono vite, un grande semaforo dove le storie si fermano aspettando il verde. A volte, capita di fermarsi al semaforo ed osservare l'automobilista accanto, capita di rapire attimi, immortalare istanti. Capita di trovarsi accanto testimonianze così importanti che non puoi più proseguire sulla tua strada senza restarne fortemente impressionato.
...E mi riferisco ad una storia in particolare, la storia di Enzo Baldoni. Purtroppo non ho mai avuto l'onore di conoscerlo, sebbene mi avrebbe fatto veramente piacere. Tuttavia, è un po' come se una sera ci fossimo incontrati davanti ad una buona tazza di caffè, come due vecchi amici, e subito avessimo cominciato a parlare. E' così che ho conosciuto Enzo, grazie al potere di questo mezzo chiamato blog. Ho conosciuto una parte della sua vita, delle sue esperienze e dei suoi viaggi. Mi ha colpito il sorriso, sempre presente sul suo volto, il sorriso di fronte alle difficoltà, il suo modo di essere ironico nonostante le difficili condizioni di sopravvivenza in un paese sotto assedio.
...E vorrei che un po' tutti quelli che, per caso o per scelta, passano di qui, magari facciano un salto a trovarlo, anche solo per farsi due risate, per scherzare un po', come con un amico; per ricordare una storia, per intrecciarla con la nostra e farla vivere per sempre.
P.S.: Enzo Baldoni lo trovate qui, ma, penso valga la pena di dare un'occhiata anche alle testimonianze di chi l'ha veramente conosciuto. Vi segnalo quindi: Pino Scaccia e Tuareg.
Senso del tempo.
Nuvole affollano il mio cielo. Alcune bianche, alcune più scure. Si rincorrono, lasciando spazio ogni tanto a qualche sprazzo di celeste. Lentamente passano. Col mio sguardo seguo il movimento cercando di capire dove tenda questo moto, quale sia la destinazione del loro viaggio. Ma sono senza risposta le mie domande, già lo so... E poi, è davvero così importante avere sempre una risposta? Forse sì, forse no, non so... Resta in me un segno di questo scorrere, un segno di questo continuo movimento, un segno di questo demone che mi perseguita senza mai fermarsi... Non ci sono pause, non ci sono rallentamenti. Sempre uguale a se stesso, si ripete costantemente attimo dopo attimo, istante dopo istante, giorno dopo giorno... E vorrei fermarlo qualche volta, qualche volta vorrei corresse, altre rallentasse ma niente, è solo uno sforzo vano che ogni volta mi vede protagonista, sotto questo cielo di nuvole che scorrono, con la consapevolezza che tra un attimo saranno da qualche altra parte e che, mentre ancora scrivo, quest'istante è già passato...
E' acqua, solamente acqua; questa dolce euforia che contagia il mio spirito mentre lenta cade dal cielo una pioggia finissima. Solo acqua, queste nuvole scure che disegnano strani arabeschi nel cielo di Agosto.
...E resto fisso a guardare le strane forme cui danno vita le gocce che si rincorrono in una pozzanghera... onde; onde che si susseguono e si fondono per poi diventar nulla e perdersi, per sempre... e mi sento piccolo in questo mondo di colori, una sola la matita per disegnare... una sola matita, scura, per colorare il mondo, il mio mondo... ma basterà, forse, perché la fantasia e questa dolce pioggia mi porteranno oltre... oltre lo spazio e il tempo, oltre oggi e ieri, oltre domani, oltre qui e ora, oltre i limiti delle mie poche, povere, parole; a contemplare la vita che sento scorrere dentro...